Inchieste Alimentazione

Abbiamo testato le 5 marche di caffe più acquistate dagli italiani per capire quale fosse il migliore... E quello che abbiamo scoperto ci ha lasciato scioccati.

Questo semplice esperimento casalingo da 60 secondi rivela il motivo per cui il caffe che prendi a casa è amaro... E perchè continui a pensare che l’unico caffè buono sia quello che fanno al bar!

Sei mesi fa, dopo l’ennissima mattina che prendendo il mio caffe appena sveglio, ho pensato…

“Come accidenti è possibile che l’unico caffe buono è quello che bevo da Luigi al bar”...

Sono andato al supermercato e ho comprato cinque confezioni delle più famose marche di caffe in Italia per capire quale fosse il migliore…

Marche e buste di caffe messe una affianco all’altra
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E quello che ho visto mi lasciato senza parole…

Da perito chimico…

La prima cosa che ho fatto è stata quella di leggere l’etichetta

La cosa strana?!

Su cinque pacchetti, quello che cercavo non c'era scritto da nessuna parte.

L'etichetta dovrebbe dirci da dove viene, com'è fatto e cosa c'è dentro.

Bhe…

Le ho lette tutte e cinque…

E indovina un po?!

Origine: generica o assente…

"Miscela di caffè torrefatto." Da dove? Non si sa...

Composizione: percentuali quasi mai indicate…

Grado di tostatura: una scaletta con dei chicchi disegnati. Nessun valore. Nessun riferimento….

Data di tostatura: zero volte su cinque…

Solo un banalissimo "da consumarsi preferibilmente entro" a dodici, diciotto, ventiquattro mesi…

(Che per la cronaca, questa è semplicemente una questione di sicurezza alimentare… Non dice assolutamente niente sulla qualità del caffè in se.)

Così, più per sfogo che per metodo, li ho aperti tutti e cinque.

E in quel momento è successo qualcosa che non mi sarei mai aspettato.

5 miscele diverse… 5 marche diversi… 5 prezzi diversi… Ma il colore del caffè era UGUALE.

Ho preso cinque cucchiaini di polvere…

L’ho appoggiati su un foglio bianco, sul tavolo davanti alla finestra…

Stessa luce…

Stesso giorno…

Stesso orario…

E guarda un po?!

Cinque mucchietti di caffè macinato allineati su un foglio A4 bianco, ripresi dall’alto con luce naturale, con dietro i cinque pacchetti corrispondenti
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"I cinque caffè più venduti in Italia. Stessa luce, stesso foglio, stesso giorno."

Cosa noti?!

Esatto! Stesso colore…

Stesso marrone-nero…

Tutti e cinque…

Con quel riflesso unto in superficie — che, per inciso, non è una cosa positiva… Si tratta di oli che escono dal chicco quando la struttura interna cede per il calore.

Ma non è questo il motivo per cui sono rimasto a fissarli per 20 minuti…

Infatti…

Quando cinque aziende diverse fanno la stessa identica cosa, non è una questione di gusto…

C’è una ragione precisa per cui lo fanno…

E dopo due mesi passati a cercare il reale motivo…

Ho smesso di comprare caffè al supermercato il giorno stesso.

Macro 1:1 di due caffè macinati affiancati: a sinistra la polvere del supermercato con riflesso oleoso, a destra una polvere a tostatura media, opaca e marrone caldo
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"A sinistra: zucchero che se n'è andato."

Per dirlo in poche parole ho capito che…

“Bruciare” il caffe costa meno che selezionarlo

Cosa intendo?

Una grande torrefazione compra caffè verde da decine di origini: Brasile, Vietnam, Uganda, India, Honduras.

I lotti cambiano di continuo per via del raccolto, della pioggia, delle stagioni…

Di conseguenza non sono mai uguali…

Anzi, non possono esserlo.

Ma ogni pacchetto sullo scaffale del supermercato deve avere lo stesso identico gusto oggi, fra un mese e fra un anno…

Perché quando un cliente compra il loro caffe si “aspetta quel PRECISO gusto”.

Adesso mettiti nei loro panni…

Come rendi identici chicchi che NON sono identici?

Hai due strade.

La prima…

Compri sempre dagli stessi produttori, paghi quello che chiedono, scarti quelli che non sono all'altezza…

E come puoi immaginare…

E’ un costo assurdo che su volumi industriali lo rende insostenibile…

La seconda…

Non costa praticamente nulla…

E per questo motivo è la procedura che tutte le più grandi marche di caffe utilizzano per “standardizzare il gusto”...

Devi sapere, infatti, che esiste una temperatura oltre il quale un chicco eccellente e un chicco da quattro soldi sembra uguali…

In pratica…

Man mano che tosti il caffe, gli zuccheri presenti si caramellano...

E questo è ciò che da la dolcezza, il corpo e quelle note di cioccolato e frutta secca.

Ma se continui?

Gli aromi che rendono un caffè etiope diverso da uno brasiliano, evaporano o si degradano.

E se continui ancora….

Arrivi a un punto in cui tutto quello che rendeva quei chicchi diversi è scomparso

E l’unica cosa che rimane è quell’amaro che copre tutto il resto.

Quell’amaro che ci hanno sempre detto essere sinomo di qualità...

Quell’amaro che trent'anni di pubblicità ci ha convinto essere quello del “caffe vero”...

E che se non ti lascia la riga amara sulla lingua è "annacquato"... "acqua sporca".. "un'americanata".

In realtà…

Ci hanno insegnato ad amare quello che gli faceva risparmiare a nostre spese

E se ci pensi…

Ha funzionato così bene che quando il tuo caffè fa schifo, la prima persona che incolpi sei tu.

“Sto invecchiando…”

“Non digerisco più bene…”

“Sarà che ormai ho il palato rovinato…”

Ma attenzione…

Perchè se anche tu negli ultimi anni hai ricominciato a mettere lo zucchero, ad allungarlo con un goccio d'acqua, o a berlo “velocemente per non sentire quell’amaro in bocca”…

Anzi, il tuo palato funziona benissimo…

E…

Ti sta dicendo che quel caffè è DAVVERO bruciato

Si hai capito bene…

Il tuo palato aveva ragione.

Semplicemente non gli hai creduto…

Perché ti hanno convinto che dovesse essere così…

A questo punto la domanda che mi è sorta spontanea è stata…

Ma quindi il caffe vero, quello buono, dove si compra?!

Mi serviva qualcuno che si fermasse prima di quel punto.

Prima che gli zuccheri diventino carbone.

Prima che gli oli escano in superficie e il chicco si arrenda.

Prima che un chicco del Guatemala e uno del Vietnam diventino la stessa identica cosa.

E dopo mesi di ricerca…

La frase che sentivo di continuo era…

"Gli italiani vogliono la tostatura scura. Se andiamo più chiari, il cliente dice che è acqua sporca."

Fino a quando scrivendo la prima bozza di questo articolo, mi ha risposto per email il proprietario di una piccola torrefazione in provincia di Modena…

Screenshot dell’email ricevuta dal proprietario della torrefazione in provincia di Modena
IMG EMAIL

Dato che non ero interessato ad una bella storia, ma a trovare una soluzione a questo problema che colpisce 30 milioni di italiani…

Senza giri di parole gli ho chiesto…

“Perchè MISCELA 218° è diverso da tutti gli altri?!”

Ero pronto alle tre risposte standard…

Quelle che mi davano tutti…

Perchè lo facciamo con la passione della famiglia...

Perchè seguiamo la tradizione dal 19qualcosa...

Perchè I chicchi selezionati con cura...

Invece la sua risposta era completamente diverso da tutto quello che mi avevano detto finora…

"Il caffè amaro è caffè bruciato. Punto. Poi ci hanno costruito sopra trent'anni di pubblicità, ma la chimica non cambia in base a cosa dice la televisione."

Approfondendo mi ha spiegato esattamente come funziona il loro processo di lavorazione…

Vedi Roberto, tutta la differenza nel gusto di una tazzina di caffe la fa la temperatura a cui arrivi nella tostatura…

Infatti superati i 224° tutti i chicchi sono ugualmente bruciati…

E distinguere due tipologie di caffe è praticamente impossibile…

Per questo motivo ogni lotto che produciamo arriva e non supera mai i 218°…

Altrimenti tutti benefici tipici di caffe…

Come ad esempio….

Darti la caricare per iniziare al meglio una giornata..

Aiutarti a digerire dopo un pranzo…

O ancora farti superare quel momento di stanchezza e stress…

Evaporano esattamente come gli aromi…”

Continuando ho anche capito che…

Un altro punto fondamentale per cui il caffe delle grandi marche ti lascia quell’amaro in bocca…

E’ la finestra temporale…

Lo so, per uno che NON fa questo lavoro può sembrare assurdo…

Ma una manciata di secondi possono fare tutta la differenza del mondo tra un caffe cremoso e “dolce” come quello del bar…

E uno che devi mandare giù a forza o con un paio di cucchiai di zucchero.

Per questo, ogni lotto di Torrefazione Vandelli, viene selezionato e controllato per tutto il processo da un nostro operatore…

E non ci basiamo su un timer industriale ma sull’esperienza e alcuni precisi segnali durante la tostatura.”

Questo mi ha fatto capire che valeva la pena provare Miscela 218°…

Anche perchè con questa tostatura…

Non ti possono rifilare un lotto scadente e mischiarlo con il resto della miscela, perché chiunque se ne accorgerebbe.

In altre parole…

Non sono più bravi degli altri…

Sono semplicemente costretti a selezionare (o scartare) e tostare ogni lotto a mano…

E seguono una procedura che nessuno dei grandi marchi può copiare…

Perché perderebbero l'unica cosa davvero importante per loro…

Che NON è la qualità…

Ma bensi il gusto forte di bruciato che accomuna i loro prodotti.

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Ah se te lo stessi chiedendo…

Il formato lo scegli tu… senza perdere la qualità

Infatti…

Capsule, cialde, macinato, grani sono semplicemente quattro modi diversi di confezionare…

Ma il chicco viene tostato prima della scelta del formato…

E come ti ho spiegato in questo articolo quello che stabilisce il gusto è proprio la tostatura.

Quindi no…

Non devi cambiare macchina…

Non devi comprare un macinino da duecento euro…

E non devi imparare a pesare i grammi o trasformarti in un barista alle sei e mezza di mattina…

Ti basta…

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Ultima cosa prima di salutarti…

Ho convinto Ludovico Vandelli a farti provare Miscela 218° con…

58% di sconto sul tuo primo acquisto e una garanzia di soddisfatto o rimborsato di 30 giorni.

Perché lo sappiamo entrambi…

Finche non lo provi non puoi sapere se un caffe ti piace oppure no…

Quindi quello che ti chiedo di fare non è di fidarti ciecamente dalle mie parole…

Ma di provare senza rischio…

E se per qualunque motivo non ti piace o non sei soddisfatto…

Ti basta inviare un email a info@torrefazionevandelli.com

E ti rimborseranno ogni singolo centesimo senza farti domande… e senza spedire nulla indietro.

In altre parole tutto il rischio se lo accolla Ludovico…

Perché è certo che una volta provato esattamente come è successo con me…

Non comprerai mai più il caffe del supermercato.

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Detto questo ti saluto e mi raccomando fammi sapere come inzieranno le tue nuove giornate grazie a Miscela 218°.

A presto,
Roberto Zanesi

PUBBLICATO 7 agosto 2026

Sono disponibili ancora 138 pacchi di Miscela 218°…
Quindi devi ordinarlo SUBITO, prima che finiscano.

Si perché proprio come ti ho detto poco fa…

Ogni lotto viene seguito a mano in ogni passaggio dalla selezione alla tostatura…

E, come hai capito, Torrefazione Vandelli è una piccola realtà a conduzione familiare…

Il che significa una cosa sola…

NON possono produrre di più, anche volendo.

E da quando si è sparsa la voce…

E centinaia di persone hanno provato Miscela 218°…

Sempre più persone hanno deciso di ordinare 3 pacchi… o addirittura 6…

Per evitare di restare senza…

Perché una volta che smetti di bere il caffe bruciato… Tornare indietro è praticamente impossibile.

Proprio come mi ha scritto Andrea a seguito di questo articolo…

Quindi…

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Anche perché…

Sempre più persone ordinano 3 o addirittura 6 pacchi di Miscela 218°…

E quando un lotto finisce…

Chi arriva dopo, deve aspettare quello successivo…

E non voglio che dopo aver finalmente ritrovato un “caffe buono”..

Dopo esserti abituato a quel gusto che ti fa iniziar la giornata con il piede giusto…

Torni sul sito di Torrefazione Vandelli e trovi in alto la scritta: "ESAURITO."

Non vale la pena rischiare.

Quindi per te che hai letto questo articolo, ho parlato con Ludovico, e mi ha garantito che puoi acquistare fino a 6 confezioni di Miscela 218° fino ad esaurimento scorte.

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In più…

Ludovico pagherà al posto tuoi i costi di spedizione su tutti gli ordini fatti oggi.

Quindi zero costi di consegna…

E con la garanzia soddisfatto o rimborsato… ZERO RISCHI!

PS. So quanto sia fastidioso ordinare qualcosa online e ritrovarsi addebiti automatici ogni mese. Quindi mi sono fatto confermare una cosa: non c'è nessun abbonamento.

Non ti verrà addebitato più niente, a meno che tu non decida di fare un altro ordine. Su questo puoi stare tranquillo.

Hai ancora dei dubbi?

Leggi alcune delle centinaia di recensioni 5 stelle di chi ha provato Miscela 218°

"Pensavo fosse la solita storia del caffè artigianale..."

Ho 49 anni e bevo 5-6 caffè al giorno. Negli anni ho provato praticamente tutte le marche di capsule, comprese quelle più famose. Quando ho visto questa pubblicità ero abbastanza scettico perché ormai pensavo fossero tutte uguali.
Ho preso la confezione più per curiosità che altro.
La differenza l'ho sentita al primo caffè. Non è che "sa più forte", anzi... è più morbido, ma ha molto più sapore. La cosa che mi ha colpito è che non ho avuto quella sensazione amara in bocca per mezz'ora.
Ora mia moglie mi prende in giro perché sono diventato "quello che sceglie il caffè". Però almeno il caffè di casa finalmente lo bevo volentieri.

— Marco R., Reggio Calabria

"Ho fatto il test che spiegavano nell'articolo..."

La cosa che mi ha convinto è stata proprio il fatto che non chiedevano di fidarsi sulla parola.
Ho fatto due caffè: uno con la miscela che avevo in casa e uno con Miscela 218°. Dieci minuti di distanza.
La differenza era evidente. Quello vecchio sembrava quasi "vuoto" dopo aver bevuto il secondo.
La parte più assurda? Ho una macchina normale, niente di professionale. Per anni ho pensato fosse quello il problema.
Evidentemente il problema era cosa ci mettevo dentro.

— Stefano B., Brescia

"La prima tazzina mi ha spiazzato..."

Devo essere sincero: la prima volta ho pensato "mah...".
Sono abituato al caffè molto scuro, quello bello forte che ti rimane in bocca.
Questo mi sembrava quasi più delicato e ho pensato di aver sbagliato acquisto.
Poi ho fatto una cosa: ho bevuto il mio solito caffè il giorno dopo e ho capito la differenza.
Quello che prima chiamavo "forte" era semplicemente amaro.
Dopo qualche giorno mi sono abituato e adesso il caffè del supermercato mi sembra quasi bruciato.

— Alessandro V., Roma

"Mia moglie non voleva cambiare marca..."

Quando ho detto a mia moglie che volevo provare un altro caffè mi ha risposto: "Abbiamo già provato mille volte".
E aveva ragione.
Però questa volta ho preso solo una confezione proprio per non riempire la dispensa di cose che poi non usiamo.
Dopo una settimana mi ha detto lei di ordinarne altro.
La frase che mi ha fatto ridere è stata: "Questo almeno non devo zuccherarlo."

— Andrea M., Treviso

Se sei arrivato fino a qui l’unica cosa che devi fare è…

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